02/01/2012
Gli uomini di domani..
Ho partorito due degli uomini di domani.
Mi sento quasi in colpa.
Ho partorito per loro sogni, idee, prìncipi solidi.
Ho sorriso per loro quando non esistevano motivi per sorridere.
Ho lottato. Li ho difesi strenuamente.
Ho cercato di comprenderli quando non c'era nulla da capire. Analizzare. Giustificare. Come fà una madre, in modo istintivo e primordiale. Li ho amati a prescindere. A prescindere da me. A prescindere da ciò che avrei voluto o non potuto vivere. Ho un linguaggio ermetico stasera. Mi son chiusa nel mio guscio.
Ho cercato una foto sorridente. Una foto emblematica, con la scritta alle spalle che pare una profezia. Vorrei che mi leggessero..so' che non lo faranno. Affannati a rincorrer la vita come cani fradici e barcollanti. Non sono delusa. Non sono triste. Sono molto di più.
Ho cercato una foto sorridente. Che mi ricordi chi sono, chi ero. Prima che questi uomini di domani mi triturassero il cuore.
Non si puo' smettere di amarli. Si puo' perdonare. Non dimenticare.
Non sono ne angeli , ne bestie. Ma l'uno e l'altro.
Destino vuole che talvolta l'angelo si trasformi in bestia...
20:41
Scritto da: juve_897
in gli uomini, tenerezza e crudeltà nl mondo animale | Link permanente | Commenti (1)
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20/12/2011
povero cuore...
In giro per i regali dell'ultimo minuto. Il cuore sgonfio. La tredicesima già spesa per le scadenze odiatissime, scomparsa..a prescindere. D'un tratto una donnetta paffuta cade dal marciapiedi affollato. Solo allora mi accorgo..trascinata sull'asfalto viscido dal peso di due enormi valige. Grottesche, sproporzionate rispetto al fisico della signora attempata. L'aiuto d'istinto..( ahh il mio istinto !! ) Nel sollevarla mi accorgo che piange. Lacrime copiose, non pioggia. Lacrime amare ma dignitose. Parla un italiano stentato e ridicolo. La ascolto. Malgrado la pioggia gelida che buca il viso. E' una badante. O meglio ERA una badante. Una badante attempata cacciata via a pochi giorni da Natale dalla casa in cui viveva col nonnetto. A quanto riesco a capire , non ha un permesso regolare. Le propongo di chiedere aiuto ai carabinieri..lei tenta un goffo sorriso. Col dito mi fà cenno di no..la carico in macchina e fanculo i regali . Fanculo la frustrazione di un ennesimo Natale di merda. Il conumismo di questi giorni, le luci. La miseria. Sopratutto la miseria dell'animo umano. Comincio un giro nel traffico della città impazzita. Caritas...parrocchie, istituti di suore. Presto alla nuova amica sconosciuta il mio cellulare. Lei chiama un'amica ma parla in ostrogoto...e piange, e si soffia il naso rumorosamente...come fanno i bambini. Niente. Nella mia città c'è il niente. Mi domando che avrei fatto al suo posto. Mi domando dove corre tutta quella gente..
Alla fine le pago un biglietto del treno e la lascio al suo destino. Lei mi bacia. Buona fortuna bella signora. Ed io ritorno al mio volo. Solitario. Il volo del falco. E mi sento più sola. Più triste e infelice. Ho diviso con la sconosciuta un pezzetto di vita...Buon natale..
20:54
Scritto da: juve_897
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20/11/2011
Si puo' amare tanto un cane ??
Ho un cane piccolo e peloso, quasi quindici anni su zampette magre e leste. E' sordo come una campana, quasi completamente cieco, con tre denti. Mentre arrampico in macchina verso la montagna lo sento rotolare nel vano bagagli, alla fine si addormenta. Non mi è dato sapere "se" e "quanto" sia felice di venir su' con me. Di fatto abbiamo condiviso un sacco di cose noi due..i miei figli piccoli, le corse per riprenderli a scuola, il morso che ho preso dal pitt bull incazzino solo per risparmiargli la vita. Le vacanze, Mare laghi e montagna. Un cane " viveur"..ha girato più lui del Papa. Sempre in alberghi che lo ospitassero con noi. Uno di casa, uno di famiglia. Adesso che i tempi son cambiati..di alberghi non se ne parla neanche..e lui , rincoglionito come me, a stento si orienta in casa mia. L'ho trovato con la testa nell'anta dell'armadio, chissà da quanto era là..chissà a che pensava. Siamo arrivati dopo un viaggio di due ore, acceso il caminetto, riscaldato l'ambiente. Si avventa come un lupo sulla sbobbetta che gli preparo ogni giorno. L'appetito, no, quello non è cambiato. Poi si acciambella, nella cuccia ..e non capisco più dov'è la testa e dov'è il sedere, per capirlo devo dargli un biscotto. A casa nostra in montagna, il buio arriva presto. Il cielo si riempie di un triliardo di stelle, il bosco alle spalle è una macchia oscura. Mi è bastato aprire la porta un secondo per prender la legna stipata con maniacale perfezione dal boscaiolo. Un attimo. Pippo è sparito. Col suo passo veloce di arzillo vecchietto, ingoiato dal silenzio di quei posti, laggiu'. Inizio ad urlare, lo chiamo. Non ho una torcia, non ho una candela. Piango e prego. Mi avventuro fra abeti maligni e giganti. Signore, ti prego. Non è solo un cane, lo sai..è molto di piu'. E' uno scorcio di vita, che a pezzi ho perduto. E' l'ultimo lembo, ultimo stralcio di quando ero felice. Signore ti prego. Ma il mio eco rimbomba, il pianto, i richiami. Prendo la macchina, illumino , mi soffermo. La temperatura scende a -2..e il mio povero cane soffre anche di cuore. Non mi arrendo, non rimuncio. Lo cerco per ore. Alla fine stremata mi siedo, la testa tra le mani e piango. Di un pianto dirotto , convulso. Intriso di colpa e rimorso. Ci sono solo io quassù. Le stelle vicine che sembra di toccarle allungando una mano. Grido. Disperazione e dolore. Grido. E lo vedo. Trema. Lo prendo tra le braccia, otto chili di cane. Sono talmente felice che sento scoppiarmi il cuore. Si puo' amare tanto ? Si puo' amare così ?
19:16
Scritto da: juve_897
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